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Storie - Comunità di Sovrani

Tutte le storie sono ispirate a situazioni reali. I nomi sono stati cambiati per privacy, ma i fatti sono veri.

Marco, 32 anni, Milano

Laureato in ingegneria con 110 e lode. Dopo 5 anni di stage, contratti a termine e partite IVA forzate, Marco non ha ancora un contratto a tempo indeterminato. Vive con i genitori perché con 800 euro al mese non può permettersi un affitto. Ha smesso di cercare casa, ha smesso di cercare l'amore, ha smesso di fare progetti. "Non è vita, è sopravvivenza", dice.

Nella Comunità di Sovrani: Marco avrebbe una casa sua dalla nascita. Un reddito garantito di 5.000 Sovrani al mese. Uno spazio di creazione dove esercitare la sua professione senza padroni. Potrebbe finalmente usare il suo talento per creare, non per sopravvivere.

Elena, 41 anni, Roma

Sposata per 15 anni con un uomo che la umiliava e controllava ogni sua spesa. Senza un reddito proprio, senza una casa intestata a lei, Elena ha sopportato per anni. Quando finalmente ha trovato il coraggio di andarsene, ha dormito per mesi sul divano di un'amica. Il mantenimento per i due figli non è mai arrivato. Oggi lavora come commessa part-time e fatica ad arrivare a fine mese.

Nella Comunità di Sovrani: Elena avrebbe avuto una casa sua dalla nascita, intestata a lei. Un reddito suo, sul suo conto personale. Avrebbe potuto andarsene il giorno stesso in cui ha deciso di farlo, senza paura di finire in strada. I suoi figli avrebbero il loro reddito e la loro casa garantiti.

Antonio, 27 anni, Napoli

Cresciuto in Italia, diploma e laurea in informatica. Dopo due anni di ricerca infruttuosa di lavoro, ha fatto le valigie ed è andato a Berlino. Lavora come sviluppatore, guadagna bene, ma sente la mancanza della famiglia, degli amici, del sole, del cibo. "Non volevo andarmene", dice. "Ma qui non avevo futuro."

Nella Comunità di Sovrani: Antonio non sarebbe mai dovuto partire. Avrebbe avuto una casa, un reddito e uno spazio di creazione dalla nascita. Se fosse già partito, potrebbe tornare: la sua casa lo aspetta, il suo conto in Sovrani è ancora attivo. Potrebbe usare le competenze acquisite all'estero per costruire il Paese nuovo.

Giuseppe, 72 anni, Palermo

Ha lavorato 42 anni come operaio metalmeccanico. La sua pensione è di 780 euro al mese. Con l'affitto, le bollette e le medicine, non gli resta nulla. A volte salta il pranzo per risparmiare. "Ho lavorato una vita intera", dice. "E adesso non posso nemmeno comprare un regalo a mio nipote."

Nella Comunità di Sovrani: Giuseppe avrebbe un reddito garantito di 5.000 Sovrani al mese dalla nascita alla morte. Non avrebbe mai dovuto versare contributi. Non avrebbe mai dovuto preoccuparsi di arrivare a fine mese. Potrebbe godersi la vecchiaia con dignità, come merita chi ha lavorato una vita.

Roberto, 45 anni, provincia di Brescia

Una notte, tre ladri sono entrati nella sua villetta. Lui si è svegliato, ha affrontato uno dei ladri per proteggere la moglie e i figli che dormivano al piano di sopra. Il ladro è fuggito, ma Roberto è stato denunciato per lesioni. Il processo è durato 3 anni. Alla fine è stato assolto, ma ha speso 15.000 euro di avvocato. "Rifarei tutto", dice. "Ma non dovrei dovermi difendere anche dallo Stato."

Nella Comunità di Sovrani: Roberto avrebbe il diritto originario di difendere la propria famiglia con qualsiasi mezzo. Non sarebbe processato per aver protetto i suoi cari. L'aggressore, non la vittima, risponderebbe delle sue azioni. E nella Comunità di Sovrani, nessuno è costretto a rubare per sopravvivere.

Queste storie potrebbero essere le tue. O quelle di qualcuno che ami. La Comunità di Sovrani esiste per riscriverle.

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